Giochiamo a trova le differenze: vediamo se indovinate la differenza tra una bella campagna e le cagate di Oliviero Toscani.

Vi appiccico anche parte dell’intervista (che potete tranquillamente trovare su donnamoderna.com).

Che dire? Io ci tengo a ricordare al ragazzone che i figli si fanno in due, che anche i padri hanno un ruolo, che le donne non sono gli angeli del focolare, che ormai voi maschietti non andate più in giro con la clava e urlate UGA UGA ai cattivi.
Che una donna ha il sacrosanto diritto di lavorare, di avere un ruolo, di essere parte attiva della società.
Di realizzarsi.

Io sono dalla parte delle bambine.

Uno che dice che “le donne sono in qualche modo responsabili della violenza sulle donne perché hanno abdicato all’educazione sentimentale dei figli in favore del lavoro”, è un coglione di dimensione catastrofiche.
E se tu fossi nato femmina probabilmente non saresti riuscito a fare neanche un quarto delle cose belle o brutte che hai fatto. Solo per il fatto di essere donna.

Oliviero Toscani, Io oggi mi sento violentata dalla tua ignoranza.

Quindi, per la seconda volta in pochi mesi, dico:

Caro Oliviero, ma vaffanculo, vah!

Da donnamoderna.com:
“Toscani, perché ha associato due bambini innocenti alla sopraffazione e alla prepotenza che i maschi esercitano sulle femmine?”


“Innocenti” è l’aggettivo giusto. Quando nasciamo siamo tutti incontaminati. Poi qualcosa cambia: la società ci plasma, ci modifica, non sempre in meglio”.


“Le sue campagne spesso dividono l’Italia. Anche stavolta qualcuno avrà da ridire di fronte a due bambini nudi.”
“Non m’interessano le polemiche. La forza dell’arte è proprio far discutere, attirare l’attenzione. Quei due bambini incarnano la purezza. Tutto comincia da lì, dall’infanzia. Poi intervengono l’educazione dei genitori, i valori che ci trasmettono, il loro esempio, giusto o sbagliato. A volte sarebbe meglio essere orfani”.



“Significa che un uomo violento è figlio di una cattiva famiglia?”


”Nella stragrande maggioranza dei casi, sì. E vorrei che le madri ne fossero consapevoli: tocca soprattutto a loro educare i figli, crescerli nel segno del rispetto verso l’altro sesso e il resto del mondo”.


“Insomma, le donne sarebbero in qualche modo responsabili della violenza maschile nei loro confronti?”


”Può sembrare un paradosso, ma è proprio così. Molte madri, prese dagli impegni e dal lavoro, hanno abdicato all’educazione sentimentale dei figli”.



“Perché non è Anna a diventare carnefice?


”Un po’ dipende dal sangue, dal Dna, non c’è dubbio. Ma un ruolo importante giocano i valori e la cultura. Le madri sono felici se i figli maschi esibiscono forza e virilità, si rivelano incalliti seduttori, mentre una figlia con tanti fidanzati…”.