Non vale la pena fare la fila alla biglietteria.
Non vale la pena farsi mezz’ora di treno.
Non ne vale la pena, anche se c’è l’ appartamento grande e luminoso lasciato libero apposta.
Non vale la pena chiamare per tempo.
Mandare un massaggio.
Avvisare.
Non vale la pena telefonare. Neanche una volta in cinque anni.
Non vale la pena organizzare l’agenda.
Non vale la pena tenersi un giovedì libero.
Non vale la pena rispettare la parola data.
Non vale la pena ricordarsi.

Non vale la pena, dopo quasi un anno che non ci si vede, fare uno sforzo perché qualcosa succeda.

No.
Valentina non ne vale la pena.

Tanto poi le mando un messaggio con scritto che le voglio bene e le passa tutto.

Sempre se mi ricordo.

Oh, guarda: squilla il telefono.
E’ la commessa. Quella figa.