Arrivare, aprire quella porta, guardarsi.
Sorridere e sapere.

Sapere che si finirà a fare l’amore.
Lasciar correre i soliti convenevoli. Far finta di cambiare argomento anche se tutti e due si sta lì ad aspettare la mossa dell’altro.
Dire “ti trovo bene”, guardandolo negli occhi un po’ di più.
Sorridere e sorridere ancora.
Fissare quelle pupille aspettando solo che allunghi una mano per stringermi in un abbraccio e un bacio che questa volta non farò fatica a ricambiare. E avere paura di rovinare tutto.
Aver paura di dire la cosa sbagliata. Di bruciare la sua voglia di far l’amore perché è lui il maschio, nel vero senso della parola. Uno di quelli che non ti lasciano prendere l’iniziativa. E sapere perfettamente che se lui non farà passo passo tutto quello che serve , dallo sbottonarmi i jeans al sollevarmi di peso per portarmi sul letto- io ci resterò male da morire.

Guardarci negli occhi e sapere che non aspettiamo altro l’uno dall’altro.
Mai ammettere che in questi mesi mi è mancato da morire.
Mai dovrà sapere che ho una cartelletta nel computer piena delle sue foto.

Stare ad aspettare col fiato sospeso e la voglia che ti bagna, che lui decida come e quando toccarmi.
E se farlo.

Sono in balia di lui. Completamente.
In balia del desiderio. Dell’attesa.
Di un SMS che mi dica dove e quando.