“scccc….”
“DI’ SCARPA, IMBECILLE!”
“scccc…urati”
“merda!”
Intanto l’intervistatore fa domande inutili.
Tiz è sempre sorridente e cortese.

“Scc…scarpa”
“eddddddai”

L’intervistatore tronca quasi a metà un discorso.
Sembra che lo spoglio sia quasi concluso.
Me ne sto rannicchiata sul divano.
“scarpa scarpa scarpa scarpa scarpa”

C’è fermento attorno alla lavagna coi voti.
La solita bella e inutile è lì col gessetto in mano, e non fa in tempo a scriverli.
Allora glieli ripetono più lentamente. E’ tutta la sera che scrive cifre, possibile che non sappia ancora incasellarle al volo?

“scarpa scarpa scarpa scarpa scarpa”

Non leggono la classifica in ordine, tranne che per i primi due posti.
Tiz è tra quei due

“scarpa scarpa scarpa scarpa scarpa”

Voci, casino, rumore, flash.
Possibile che i tanto decantati “uomini di cultura” non sappiano stare zitti un attimo?!

“E per un solo voto, con 119 punti… vince la sessantatreesima edizione del premio strega…”

“Tiziano!”

“Tiziano Scarpa!”

Mi esce un “SI!” dedicato al cielo.
Agguanto il cellulare e gli scrivo immediatamente quanto sono orgogliosa di lui.
Avrà già il cellulare intasato, ma non importa.

Invio.
Intanto mi godo il suo sorriso sano, i baffoni e quegli occhi chiari.
Mi mette già un’insana allegria sapere che la prossima volta potrò urlargli
“Uh, che onore il vincitore dello strega!”
E lui se la riderà, con quel modo a metà tra l’imbarazzo e la gioia, dicendomi “che scema”.

Già Tiz. Sei il vincitore dello Strega.
Dio che bello!