Sono in visita a un ospedale di Locarno perché mi hanno commissionato un lavoro.
Giovanna, la responsabile che mi accompagna per i reparti, mi mostra il reparto dedicato a quello che da noi viene chiamato “consultorio”.
Danno preservativi gratis, i giovani possono presentarsi per avere informazioni, fanno corsi di educazione sessuale nelle scuole.
E’ anche il reparto dove si fanno le interruzioni di gravidanza.
“Ah” dico io “e voi non l’avete il problema dei medici obiettori di coscienza?”
Mi guarda stranita:
“In che senso?”
“Parlo di quei medici che si rifiutano di fare le interruzioni di gravidanza per motivi di credo religioso. In Italia l’aborto è legale ma spesso non è praticato dai medici. In alcuni ospedali è impossibile abortire. Non ci sono medici disposti a farlo.”
“Io penso che se un medico la pensa così dovrebbe cambiare mestiere.
No, no. Qui da noi non esiste proprio!”

Non le chiedo quante interruzioni di gravidanza hanno ogni anno. Ma immagino che siano poche.

Io voglio passare la frontiera a palmi alzati ed arrendermi alla Svizzera.