Va meglio di prima.
Perché lui non la minaccia più. Sembra essersi calmato. Lei sembra una persona nuova: casa nuova, mobili nuovi e un taglio completo al passato.

Il bimbo sta benissimo. E’ sereno.
Sabato viene da noi. Ha chiesto espressamente della zia Vale e dello zio Gigi perché la mamma lavora e lui non ha voglia di stare ancora coi nonni.
Si è attaccato molto a suo zio Gigi.
Un’amica analista mi ha detto che è un bene: adesso che la figura paterna sta sbiadendo, è fondamentale che il piccolo abbia altre figure di riferimento a cui appellarsi e dalle quali prendere spunto.
Quelli siamo noi.
Io e mio marito: due persone con una relazione a volte complicata. Due individui che si addormentano sul divano dalla stanchezza. Due cretini che litigano su chi doveva finire la nutella.
Uno che non mette mai via le scarpe, l’altra che si scorda sempre di portare giù la spazzatura.
Due persone che non sono mai d’accordo su cosa andare a vedere al cinema e che ogni tanto, in macchina, invece di cantare “se mi lasci non vale”-cantano “Se mi lasci il maiale” solo perché fa ridere.

Due perfetti imbecilli, insomma. Noi, punto di riferimento di Edoardo, quel piccolo cratere di curiosità che sta crescendo.

Devo dire che il solo pensiero mi commuove tantissimo.