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La verità, vi prego, sulla pubblicità.

La dovete sapere la verità sulla pubblicità.
Dovete sapere chi vi manda in giro con le braccia alzate a urlare “riconoscersi a pelle”.
Chi opera alle vostre spalle mentre vi rifila la nutella.
Sono i Signori Burns della pubblicità italiana, o meglio, gli immortali delle grandi marche del mercato, che vi stanno accanto da quando siete nati.
Lo dovete sapere di queste aziende piramidali, con i pavimenti in linoleum al primo piano, con parquet al secondo e col marmo al terzo, via via che si va più su.
Dovete sapere che il piano dove sta il grande capo ha le porte insonorizzate e bisogna parlare bisbigliando.
Dovete conoscere la corte dei miracoli di chi sta sotto:
nane petulanti che stanno a capo del gruppo ricerche, donne grasse, brutte, insoddisfatte e cafone che vendono prodotti snellenti e per la bellezza del corpo.
Codardi senza palle dalla doppia faccia che ogni sera devono svuotare completamente la scrivania per evitare che quelli delle pulizie facciano spionaggio.
E’ gente che non può tenere niente di personale sulla scrivania, neanche la foto dei figli.
Lo dovete sapere chi c’è dietro quelle pubblicità con la ragazzina che saltella felice vicino al bidet.
Lo dovete sapere che dietro quegli spot dove annunciano che il deodorante è fatto apposta per voi, c’è un uomo di 90 anni che si fa cambiare il sangue.
Ci sono vecchi immortali che non sanno cos’è un computer, e che pretendono che tutti si alzino in piedi quando fanno il loro ingresso in una riunione.
Lo decidono con le tabelle in mano e col cronometro nel palmo, se uno spot vi piacerà.
Prima di fare una cosa qualsiasi, sappiate che vi hanno già incasellati, misurati, sondati.
Esistono schemi standard su cosa siete e cosa desiderate.
Ci sono uomini, anzi, vecchi, ottuagenari che ancora impastano la farina e il cioccolato e hanno accanto una schiera di 10 vecchi amici che devono assaggiare e votare.
Ma nessun voto più basso di 8 viene accettato.
C’è gente di 40 anni che viene presa a scappellotti dal capo, se sbaglia qualcosa.

Ci sono persone che quando arrivano a un minimo di posizione, tiranneggiano su quelli sotto, urlando, imponendo decisioni a caso, entrando nelle riunioni distribuendo il proprio biglietto da visita e dicendo “così finalmente capite chi sono io”.

Impacchettano e scelgono prodotti da specialisti, perché solo loro vi capiscono veramente, ma poi non aprono un blog per il terrore che la gente possa dare la propria obiettiva opinione sul prodotto.

Insistono a spendere 800 mila euro per girare 4 secondi di una nocciola che cade nel cioccolato, perché pensano che così facendo voi siate più invogliati a comprare.

Siete in mano a della gente triste, che ogni tre mesi ha il terrore di vedersi cambiare di posto e di ruolo.

Siete in mano a quelli che vogliono il super un po’ più grande perché si deve leggere meglio.

Ogni volta che prendete un deodorante neutro famoso, o un barattolo di nutella, o una qualsiasi delle cose che raccattate ormai automaticamente dallo scaffale, pensate che lì dietro c’è una schiera di persone tristi, con a capo un vecchio dinosauro che si ostina a non morire.

Pensateci. E fatemi una cortesia: quando c’è qualche ricerca di mercato, mentite.

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  1. Manfredi says:

    Bell’articolo ma triste realtà.
    D’altra parte me l’aspettavo da quando un mio amico, un grafico pubblicitario, mi ha fatto vedere che i prodotti che reclamizza li ricostruisce al computer piuttosto che scattargli semplicemente una foto.
    Io comunque mento sempre durante le ricerche di mercato.

  2. Pippolillo says:

    Se avete visto la puntata di Report su RAI3 di domenica scorsa, si è capito quanti alimentari vadano sprecati, quanto la chimica in agricoltura abbia già distrutto il nostro territorio.
    Ieri mattina ero in coda in un supermercato, vista l’ora c’erano soprattutto anziani che penso non abbiano problemi di orari, tempo dovrebbero averne a disposizione. Eppure nei carrelli quasi tutti avevano le buste con l’insalata già lavata e tagliata. Un dato fra tutti: la rucola 15 euro al chilo!
    La pubblicità e il marketing hanno assolto al loro compito, studiare i consumatori e vendergli un prodotto.
    Come dice padre Alex Zanotelli, “noi votiamo tutte le volte che facciamo la spesa”.
    D’altra parte il controllo mediatico, la pubblicità, hanno permesso a Berlusconi di essere nuovamente eletto.
    Nessuno si ricorda più dei processi cancellati da leggi fatte a suo uso e consumo, dei processi che ha in pendenza, di Rete 4 che deve andare sul satellite, dello spaventoso conflitto d’interesse che solo in Italia esiste.
    Il film Matrix era una barzelletta in confronto alla nostra realtà.

  3. Martina says:

    Tutto vero, tutto vero… e in tutto il mondo, mi sa! E sapete cosa mi fa ancora piu’ indignare? I vecchi. C’e’ qualcuno in Italia che conti qualcosa e abbia meno do 60 anni? Non lamentiamoci poi se le cose vanno a rotoli.

  4. Anonimo says:

    Quanta ipocrisia! Però lo stipendio a fine mese lo prendi, no? E chi ti le dà, quello stipendio? Chi te lo paga? Te lo pagano le persone a cui tu vuoi aprire gli occhi, le stesse che inganni per contratto, quando tutte le mattine ti rechi sul tuo bel posto di lavoro a fare la ‘creativa’.

    Più dignità, per favore. O almeno silenzio.

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