“Cioè… ha tutto quel suo modo di fare la gatta…”
La conosce anche lui.
Sa che l’ultima volta mi ha dato fastidio il modo di fare di lei.
Ha notato benissimo il modo che ha di porsi con gli uomini. Che ha avuto anche con lui.
E’ fatta così: ogni occasione è buona per fare battutine.
Sorride sempre, ammicca, è sempre la prima ad attaccar discorso.
E’ lei che l’altra volta ha agganciato lui ricordandogli dove si erano visti l’ultima volta.
E’ stata lei a fare deliziosamente l’offesa perché lui non aveva in mente chi fosse.

E’ lei che poi mi viene a dire “ah, però, il tuo amico…”

Lei ha un sacco di amici maschi. Tantissimi.
Alcuni me li ha fatti conoscere.
Le muoiono tutti dietro.
Hanno tutti quel fare da cane al guinzaglio, da storia inespressa, da speranza ancora viva.
Ce li ha tutti così.
E io sinceramente non credo che lei non lo sappia.

Non può far finta di non sapere quello che fa.
Un po’ mi annoia, un po’ mi fa tristezza questa sua necessità di piacere.
La necessità della conferma.

Lei deve piacere.
Lei deve sentirsi addosso quello sguardo, quello che parte dal basso verso l’alto.
Quella carrellata in slow motion che le fanno partire dalle caviglie fino a su.

Io dico a lui che non capisco il perché di questa cosa.
Lui mi risponde “una donna che vuole piacere ha già vinto metà della battaglia. A un uomo piace una donna che fa di tutto per piacergli. ”
“Ho capito! Ma lei lo fa con chiunque! Mi sembra disonesto, non trovi? Li tira scemi e poi non ci fa nulla. O quasi”.

“Io non sopporterei una così”

Questo è vero. Infatti sono io la tua amica. Non lei.
E aggiunge:
“ E poi lei ha il naso da pompini”.
Già.
E ancora non so se sia un pregio o meno.

Beh. Però, conoscendola, nuda sono meglio io.
Comunque.