Hai presente quei giorni dove la mattina comincia con una gomma bucata?
Il tempo di fare pochi chilometri e io dico: sento un rumore strano, pare di stare seduti su un frullino.
E infatti tocca tornare indietro, cambiare auto e arrivare con mezz’ora di ritardo.

Hai presente quei giorni in cui hai la nausea e non vedi l’ora di mangiarti qualcosa di caldo?
Ecco, lo ordini qualcosa di caldo.
E te lo portano. Però è salatissimo.
A te ormai è montata la nausea e rinunci anche a fartelo cambiare. Mangi un boccone di pane.

Hai presente i giorni in cui il treno è in ritardo e prendi al volo quello dopo che miracolosamente arriva in orario? Ecco. Salti su quello in orario e, bella come il sole anche se ormai è il tramonto di un giorno terribile, arrivi in orario alla pensilina degli autobus e aspetti il pullman per tornartene bel bella a casa.

Hai presente quei giorni a 2 gradi, col vento freddo, sul piazzale dei pullman a Varese ad aspettare un bus?
Ecco. Quel quarto d’ora di attesa che diventa venti minuti, che diventano trenta, che diventano quaranta, che diventano porcaputtanastocazzodipullman!
A cinquanta minuti e rotti, smetti di sperarci, pensi che potevi essere a casa da un’ora, e ringrazi dio d’averti fatto conoscere Monica e Marina, visto che se non fosse per la loro compagnia e la loro disponibilità, tu staresti a piedi.

Hai presenti i giorni così? Quando la sfiga le inanella una dopo l’altra?
Ecco.
Io ho appena passato un giorno così.
Sono appena rientrata dalla porta di casa.
Sto per scottarmi la lingua con una minestra bollente.
Aspetto un uomo che, a questo punto, prego che rientri incolume dalla porta, dopo di che tenterò di dormire serenamente.

Ma perché la vita si accanisce con tanta dovizia di particolari su di me?
Il fatto di avermi già fatta piccola e pelosa non è abbastanza?

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