Sono andata in banca a chiedere dei soldi. I miei soldi.
Una parte. Per la precisione un venticinquesimo di quello che ho.
La cosa assurda è che a un certo punto l’omino dietro al banco ti dice:
“A che cosa le servono?”
Con tutto il dovuto rispetto sono cazzi miei.
Sono soldi miei.
Mi appartengono.
C’è una legge sulla privacy.
E ci sono i fatti privati.
Ci voglio imbottire i cuscini perché mi piace dormire sul morbido.
Li voglio sperperare in scarpe.
Voglio distribuirli per strada.
Vado all’ippodromo, chiudo gli occhi e punto tutto su un nome.
Ci faccio quello che mi pare.
SONO MIEI!

“Per legge lo dobbiamo chiedere”

Se ti dico che mi ci pago le cure per l’infertilità ti faccio un po’ più pena, stronzo?