Questa è la mia pancia. Ed è brutta.
È una specie di pasta non lievitata e venuta male.
È come se qualcuno avesse aperto il forno a metà cottura, proprio sul più bello, quando tutto sta per lievitare e diventare profumato e croccante.
La mia pancia è vuota, ora.
Ed è così che resta dopo che si è partorito.
Beh, qui vedete la versione da sdraiata.
Nella versione in piedi l’ombelico è sporgente sopra e la pancetta si rigonfia un po’. E restano comunque molte smagliature.
Eccola qui la meraviglia del post parto.
Nulla di drammatico: non sono preoccupata perché ci sono già passata una volta e so che ci vuole tempo per rientrare nelle forme, nei jeans preferiti e nella pelle.
Le smagliature resteranno un po’, ma non più così evidenti.
Anche la pancia, se avrò la costanza di ammazzarmi di addominali, tornerà tonica.
Certo, si vedrà ancora qualche segno. L’ombelico non tornerà dentro tutto come all’inizio, già con la nascita di Emma era rimasto un po’ così, erniato, credo che si dica.
Lo so, i post delle riviste con le immagini delle donne felici sulla bilancia sono più rassicuranti della mia pancia da shar-pei.
Però la verità è più vicina a questo che alla carta patinata.
Lo so, ci sarà qualche imbecille che nei commenti scriverà cose tipo “che schifo”, ma non mi interessa.
È il mio corpo. Ha fatto nascere Emma e Giovanni. Conosco i limiti che ha, i suoi difetti. So che tempi di recupero ho.
So che questi sei chili di troppo se ne andranno se solo avrò la costanza di andare in palestra e impegnarmi. Non dico molto: ma sei mesi ben fatti mi faranno rientrare nella mitica longuette di Zara, il mio metro di misura per sapere se sono rientrata nel mio peso – e nelle mie curve- oppure no.
So anche che il seno, una volta finito l’allattamento, sarà quello che mi darà problemi.
Non mi piacerà vuoto e sfiancato, e sarà difficile abituarsi alla sua forma nuova. Mi sentirò meno femminile e continuerò a rimpiangere i miei vent’anni.
Non c’è niente di magico nel post parto.
Niente di poetico in questa forma nuova che ti ritrovi addosso come un sacco largo e che nessuno ti ha preparato ad avere.
Ci piombi dentro nel giro di poche ore ti ci devi abituare almeno per qualche mese, fino a che tutto non si riassorbe per bene.
Certo, ci sono le fortunate, quelle in stile Belen che dopo due giorni dal parto sembrano uscite da una sfilata e non da una sala parto. E poi ci siamo noi, le donne vere, quelle fatte di carne, ossa e pelle in più.
Noi che ci dobbiamo mettere ancora i vestiti premaman perché i nostri ancora non ci stanno.
È un vestito di adipe larga che bisogna sfilarsi di dosso piano, perché in fretta non ci si riesce. Una sorta di streap tease lungo mesi per tornare la femmina che eri.
Però, alla fine ci si riesce.
E se non ci dovessi riuscire… beh, resto sempre uno shar-pei con un certo gusto nello scrivere. Arf!