Ieri sera facendo zapping sono incappata casualmente in “Ciao Darwin”.
Si fronteggiavano due schieramenti: madri di famiglia vs trasgressive.
Le madri di famiglia vestite da sciure, le trasgressive vestite da travoni.

Le prove ovviamente sono state delle più banali: camicie da stirare, e lap dance al palo da improvvisare.

E’ quello che non mi piace della tv: il dover rendere esteticamente palese un modo d’essere.
Esemplificare secondo tagli troppo netti, troppo approssimativi, le persone. O la realtà delle persone.

La mia amica Doroty oggi è arrivata in ufficio dopo aver accompagnato i figli all’asilo.
Mi ha riportato il mio frustino in una voluttuosa custodia nera.
L’aveva tenuto in borsa, vicino al biberon col succo alla pera.
Me l’ha riconsegnato senza cerimonie, come si restituisce un pacchetto di zucchero.

Più tardi, chiacchierando di calze e scarpe come al solito, ho intravisto sotto il lembo della gonna i lividi dell’amore, lasciati in posti che non si vedono.
Posti che solo lei e qualcun altro sanno.

Nessuno sbandieramento.

E’ bellissima questa mamma dal sorriso solare, che sa cucinare delle zuppe d’orzo favolose.
E’ bellissima quando si accarezza di nascosto i segni delle corde.

E l’unica concessione che fa al pubblico è lo smalto Rouge Noir di Chanel sulle unghie.

Ah, se la gente sapesse… Però non lo sa. E forse non arriva neanche a immaginarlo. Ed è proprio questo il bello.