“Ti da’ fastidio se fumo?”
E sta già per accendersi la sigaretta.
“Sì.”
Mi guarda senza senso di colpa.
“Davvero?”
“Si.”
Allora a malincuore rinuncia.
“Avrei fatto meglio a non chiedertelo”
Già. Ma me l’hai chiesto e io ho detto che mi infastidisce.
Quindi nisba.

Mi fermano per strada degli attivisti animalisti.
“Firmi contro la macellazione dei cavalli?”
“No.”

“…! Ma sei un mostro! Tu uccidi gli animali!”

No. Non li uccido personalmente. Forse non ne sarei capace.
Ma sono a favore della macellazione dei cavalli perché la carne di cavallo mi piace.

Ogni giorno su Myspace mi arrivano messaggi di gente che chiede:
“Posso aggiungerti alla lista dei miei amici?”
No.
Non ci conosciamo.
Non mi puoi aggiungere alla lista dei tuoi amici.

“sei cattiva”
No, accidenti.
Sono semplicemente da una parte che non è la tua.

Qualche giorno fa i giornali fomentavano:
‘Grave atto evitare che il Papa potesse partecipare all’inaugurazione dell’anno accademico alla Sapienza.’
Mah. Io non lo trovo così grave.
Gli hanno detto di no. Ed erano pure in pochi.
Ma c’è stato un macello enorme.
Hanno detto di no a una presenza che non avrebbe lasciato spazio al dibattito.
Lui avrebbe presenziato e avrebbe detto la sua.
Punto.

Io voglio dire di no.

Anche sul fatto che un feto venga rianimato.
No.
Sul fatto che debbano essermi addosso quelli del movimento alla vita se decido di abortire.
No.
Sul fatto che ci siano limitazioni alla legge sull’aborto.
No.
Che qualcuno decida per me se posso avere figli, della diagnosi pre impianto, su cosa si fondi il mio essere donna.
No.
Sul fatto che io mi debba sentire stronza se qualcuno mi chiede qualcosa e dico di no.
No.

Il no è una risposta.
E vale tanto quanto un sì.
Ma dalla parte opposta.