Io ho poche ma amate tradizioni.
L’unica alla quale sono piuttosto affezionata è l’agenda.
Da anni mi viene regalata da Raul Montanari la Smemo.
E’ una cosa un po’ così, cominciata per gioco qualche anno fa.
Di solito mi fa sempre la dedica sul 7 febbraio, il giorno del mio compleanno.
Sempre in rima.

Quest’anno non lo so.
Non che ci sia un motivo particolare.
Certo, il bello della Smemo è il calendario all’inizio, perfetto per contare i giorni del ciclo mestruale.
Non sono l’unica: la Smemo è diventata l’agenda di molte amiche proprio per quello.

Ci puoi contare comodamente i giorni. Un po’ di anni fa serviva per verificare che tutto andasse liscio.
Adesso serve a misurare puntualmente quanto mi odi la vita e quanto io sia incapace di riprodurmi.

Quindi per quest’anno non lo so se vorrò la Smemo.
Ho deciso di prendermi una pausa dalla sfiga, dalle date segnate, dalle cose che non sono successe.

Dal 2009 smetto di contare.

E cestino un po’ di contatti inutili.

C’è bisogno di fare posto.
Di fare pulizia.