Donna Moderna epidurale

Eccolo qui, sul numero 11 a pagina 44.
Ora sono doverosi un po’ di grazie:

Grazie a Paola Banovaz per le risposte, il sostegno, l’aiuto, il tifo e per lo straordinario lavoro che in questi anni ha svolto attorno al tema dell’epidurale attraverso il suo blog. Ora è impegnata in una nuova durissima battaglia contro l’autismo e la mancanza di supporto da parte delle strutture sanitarie. A lei va tutto il mio appoggio.
Grazie allo staff Siaarti che è stato cortesissimo a rispondere.
Grazie al Professor Giorgio Capogna che pazientemente risposto alle mie domande e mi ha mandato un video, questo,  che mi ha fatto invidiare le donne che possono partorire nella sua struttura.
Grazie al mitico Gianca Gallotti della Absolute Insurance Broker di Milano che si è sorbito due mie telefonate: racconta così tante vicende particolari che potrebbe scriverci un libro.
Grazie ad Andrea Trombin Valente dell’Ospedale Regionale di Locarno “La Carità”: mi ha dato un sacco di informazioni sull’epidurale da loro, ma alla fine sono riuscita a dire poco. Lo spazio giornalistico della pagina è tiranno.
Grazie a Giusy e Liliana di Donna Moderna che mi hanno pazientemente assistita nella stesura e nella rifinitura del testo.

Grazie anche a chi ha risposto alle mie domande e poi ci ha ripensato per  timore di avere problemi.
Grazie anche a chi non ha proprio risposto: per qualcuno raccontare come stanno le cose può essere scomodo.

Poi ci sono delle persone delle quali non parlo mai perché tutti mi chiedono sempre del parto e mai del dopo: un grazie va anche alle infermiere e al resto del personale che invece ha lavorato bene.
Grazie all’infermiera che mi ha chiamata per nome mentre mi svegliavo dall’anestesia e mi ha subito sorriso. Grazie a quella che mi ha tolto il catetere dalla mano senza farmi male e che ha riso divertita quando ha visto che neanche mi ero accorta che l’aveva già sfilato. Grazie alle due infermiere del turno di notte che hanno cambiato Giovanni per non disturbare giù al nido. E stato buffo vedere che anche loro erano impreparate al suo “zampillo traditore”.
Grazie all’infermiera musulmana bellissima, che continuava a parlare a Giovanni al femminile perché lei a casa aveva una figlia ed era abituata a parlare così.
Grazie a quella che è scesa al nido ed ha insistito perché lui avesse l’aggiunta di latte a richiesta visto che era grosso.
Grazie all’infermiera col torcicollo, che è stata gentile lo stesso, nonostante non stesse bene.
Grazie alla neonatologa che ha voluto ascoltare la storia di quello che è successo.

Ecco. Spero di non aver dimenticato nessuno. Ma tanto male che vada riedito il pezzo e lo aggiungo!