ginecologa-fons-vitaeScegliere il proprio ginecologo o la propria ginecologa è un momento importantissimo per la propria vita sessuale. Prendete me: l’altro giorno sono stata dalla mia gine e ho vinto un fantastico fibroncino tutto nuovo. Piccolo piccolo, 1,7 millimetri, dice che lo dobbiamo tenere monitorato una volta l’anno, ma di non preoccuparsi, è tutto ok.

Ora, io non so quante di voi si sarebbero già buttati su google alla ricerca di dettagli su quello che hanno.
Io non lo faccio. Non voglio farmi prendere da inutili paranoie tipo “domani muoio” e questo per un semplicissimo motivo: mi fido ciecamente della mia ginecologa e se mi dice che è ok, è ok. Stop. Non confondo le mie ricerche in google con la sua laurea.
Ci conosciamo da anni, io e lei, sono piuttosto regolare nelle visite e non ha mai toppato una diagnosi. Niente di niente.
Scegliere la persona giusta a cui affidarsi a mio avviso è soprattutto una questione di pancia.
E la pancia non sbaglia mai. Almeno la mia.

Chiedi a un’amica. Se stai brancolando nel buio e la tua gine o il tuo gine sono venuti meno, o hai cambiato città, o è esplosa la bomba atomica e siete rimasti in due sul pianeta e hai bisogno di un/a ginecologo/a meglio usare il vecchio sistema: chiedi a un’amica di cui ti fidi. Attenzione però: deve essere una che ha le tue stesse inclinazioni ed eventualmente le tue stesse paranoie. Se ti ammazzi di farmaci pronti via, non chiedere a una che si cura solo con l’omeopatia: rischiate di non essere compatibili. Tu vuoi risoluzioni facili, lei rischia di metterci mesi a curarti una candida. Quindi valutate bene a chi state chiedendo.

Uomo o donna? Non mi sono mai posta il problema se un uomo potesse essere più o meno bravo di una donna o capire più o meno le mie necessità. Non ne ho mai fatto neanche una questione di imbarazzo. È tutta empatia. O prestanza fisica: quando ero a Milano avevo un ginecologo niente male: neanche quarantenne era un gran figo e oltre a mettermi a mio agio, era parecchio bravo. Non ho idea se ora abbia aperto un suo studio o lavori solo in ospedale, ma caro Giorgio Cazzaniga, sappi che ti ricordo con stima e affetto 🙂

Ginecologa o amica? Dipende da come siete. Io odio considerare amici i medici che mi hanno in cura. Non voglio che mi indorino la pillola. Non voglio essere coccolata. Voglio uno/a specialista che sia presente e affidabile. Ho amiche che ci tengono ad avere persone affettuose, dall’atteggiamento amicale, a cui raccontano anche i fatti privati. Io voglio una persona che mi visiti e mi dia la sua diagnosi. Non ci devo uscire a fare gli aperitivi. Devo stare a gambe aperte e mi deve dire che cos’ho.

Disponibile quando serve. Il bello della mia ginecologa è che non ha liste d’attesa eccessivamente lunghe per un appuntamento e un giorno a settimana, per un’ora, riceve senza appuntamento per la visione esami. Non solo: se ho un dubbio posso contattarla via mail e farmi dare indicazioni. È sempre disponibilissima e questo, per me, fa la differenza.

Guardate il sito e come comunica: io faccio caso anche a come i medici si pongono nei confronti dei pazienti. Spesso i siti di attività anche molto diverse tra loro non sono un gran che.
Ma almeno il fatto che un sito ci sia e dia indicazioni chiare su ciò che offre lo studio, per me è sintomo di attenzione verso il pubblico.

Niente morale. Nessuno dei medici da cui sono stata mi ha mai chiesto nulla delle mie abitudini sessuali, nessuno si è mai permesso di farmi la morale su nulla, o di discutere i miei gusti e le mie abitudini sessuali. Se state andando da qualcuno che lo fa, beh, cambiate.

Il primo incontro è per sempre. Una gine è per la vita ed esattamente come per le storie d’amore, deve piacervi subito. Vi deve piacere come risponde al telefono – o eventualmente come risponde il centralino- alla prima visita deve darvi solo sensazioni positive.
Deve darvi fiducia. Altrimenti si cambia. Non state in cura da chi non vi sta mettendo a vostro agio. Non fermatevi alla prima visita dicendo “ormai sono qui”. No. La vostra patata merita una cura coi contro fiocchi sempre. È fondamentale che la gine o il gine sia come dite voi.

In favore dell’aborto o no? Boh, non ho mai chiesto alla mia gine cosa ne pensasse anche perché non ne ho mai avuto bisogno sotto quel punto di vista e in questo momento cosa lei pensi dell’aborto non mi fa cambiare idea sulla sua bravura. Nel caso in cui, un giorno, dovesse capitarmi – ma spero di no- scoprirò da che parte sta.

Voi come vi trovate con la vostra gine? Siete soddisfatte? Ragionate come me nella scelta di un medico?

(comunque, prima che me lo chiediate, la mia si chiama Susanna Martignoni, è di Varese e il suo studio si chiama FONS VITAE)