Principe-azzurro-necrofilo

Capita di domandarsi se la propria vita sia una favola… ogni tanto mi ritrovo a chiamare mia figlia “principessa” ma immediatamente dopo mi mordo la lingua pensando che dopotutto non si porta dietro tutto questo gran che di immaginario positivo, perché se ci pensate bene, alla fine, il mondo delle favole non è poi tanto fantastico. Facciamoci quattro conti e verifichiamo che tutto fili come ci aspettiamo… secondo me rischiamo di incappare in qualche sorpresa negativa

L’ha già detto Pretty Woman: Cenerentola è una gran cula. E vince tutto a mani basse. La bella addormentata invece, a parte soffrire di narcolessia feroce, quella come tocca un ago si punge. E passi il fatto che ora nessuno abbia più il tempo di rammendarsi un calzino o di mettersi un bottone, pensate anche solo alla rogna di riesumarsi un pelo incarnito sotto pelle: sicuro che fa danni come nessuna. Ti fa sbadigliare già al primo appuntamento. E poi pensate: svegliata da un bacio. Ok, ma secondo me quello che poi ci è rimasto secco è il principe dopo aver limonato una con una fiatella da infarto dopo tutto quel tempo addormentata. Porello lui.

Biancaneve – la ragazza che come la maggior parte di noi gode di un bell’incarnato color salma pensa bene di farsi andare una mela di traverso e finisce in una bara di cristallo. Ok, l’hanno messa sotto vuoto i sette nani e già il fatto che non vada in putrefazione mi fa pensare male. Appena viene baciata vomita la mela. Quello che ciascuno sogna al primo appuntamento, o no?

Rapunzel: la donna che ha le doppie punte più lunghe dei capelli. Quella che voleva essere Giulietta ma non ce l’ha fatta. Se Rapunzel ti dice “mi lavo i capelli e arrivo” sei finita. Per non parlare dell’ “ho finito il balsamo, me lo vai a prendere?”. Si, vabbè, ma quanto? E poi “mi asciugo i capelli e arrivo” è un normale modo per dire “prendiamoci una pausa di riflessione”, ma in codice.

La sirenetta. C’è un po’ di sirenetta in tutte noi, sotto sotto, in fondo in fondo. Un po’ in mezzo. Ma è curabile, tranquille. Basta una prescrizione della gine.

Le streghe cattive – ecco, a me loro piacciono da impazzire, le trovo quelle con le pulsioni più umane, più vere. Ti sta sulle palle qualcuno? Mandi il cacciatore ed ammazzarlo. Sai le volte che io avrei pagato per far fuori uno che odiavo? Avvelenano, stringono troppo lacci, tramano. Poi a un certo punto scompaiono. Ma sono le migliori., quelle che hanno i look davvero memorabili. Quelle che si sa, alle feste fanno i cocktail migliori.

Il principe azzurro – ce n’è anche per lui, no problem. Il principe azzurro non esiste ce ne siamo accorte a suon di telefonate mai ricevute. Il principe azzurro è un necrofilo, non si spiega altrimenti uno che vaga di fiaba in fiaba a baciare ragazze date per morte. E poi è sempre lo stesso: si spaccia per single, il bastardo, poi ti sposa e scopri che è poligamo e si è già messo con tutte le altre eroine del paese. Neanche il buongusto di cambiarsi la calzamaglia, il vigliacco.

Il cavallo bianco. Si salva solo lui. Usiamo per darcela a gambe, vah.