Sarò schietta: di norma non amo le ostetriche. Non me ne vogliano: ne ho incontrate anche di bravissime, ma in un paio di casi della vita alcune di loro hanno davvero fatto dubitare della loro professionalità.
Ho avuto a che fare con loro solo prima e dopo il parto, e mai avevo preso in considerazione l’idea di chiedere loro consiglio anche per qualsiasi altra necessità che ha a che vedere con la mia sfera intima e sessuale.
Perché no? Perché se ho un problema vaginale vado dalla ginecologa, se ho qualche dubbio chiedo a lei o cerco un altro esperto. Ecco: nella vita non le ho mai considerate esperte, ma “infermiere del parto” diciamo così.
La realtà è che si tende a non considerarle come possibili referenti per avere informazioni o specifico supporto per alcune necessità della vita.
Eppure ho scoperto la scuola SEAO che si propone di far conoscere il ruolo delle ostetriche come costruttivo e utile in tutte le fase della vita sessuale della donna.
Non le ho mai considerate anche perché se ho problemi in termini psicologici/ funzionali mi viene da consultare un terapeuta sessuologo/a-  il loro ruolo mi risulta ancora confinato alla sala parto o giusto un metro più in là.
Ammetto che sono io la prima da convincere: fatico a vedere una giusta e nuova definizione di ruolo quando ci sono tanti altri professionisti che già intersecano quella specialità.
Ma che c’entra il martello pneumatico viola che sta sul mio comodino con le ostetriche?
Semplice: i primi di dicembre Intimaluna– quelli della coppetta mestruale MoonCup- mi hanno invitata a un evento a Milano. Una tavolo rotonda di sole donne per chiacchierare di educazione sessuale e fare il punto di cosa c’è, cosa manca e cosa succede.
Passo un paio d’ore estremamente piacevoli chiacchierando con Ava Oiknin, sessuologa clinica e psicologa di coppia responsabile del progetto Fun Party per la Francia, che collabora con Alberta Magrini, responsabile per l’Italia dei Fun Party- degli eventi organizzati, in casa o in luoghi pubblici, non per parlare di prodotti ma per parlare di sessualità, contatto col proprio corpo, desideri espressi e meno espressi, relazioni di coppia. Sono eventi in cui le famose quattro chiacchiere diventano costruttive per capire e per capirsi.
Nda: se già avete preso parte a qualche riunione della Valigia Rossa sappiate che questo è un po’ diverso: si tratta di incontri che hanno uno sfondo più formativo e meno strettamente ludico- giusto per cogliere le differenze tra le due modalità. Intimaluna ha deciso di collaborare con Fun Factory e con i party sostenendoli anche grazie all’aiuto e l’opinione delle ostetriche che hanno provato e approvato l’efficacia dei sex toy proposti da Fun Factory.
Ma perché un sextoy è utile, oltre che divertente? Per il semplice fatto che allena l’intimità e l’eccitazione. Aiuta a ravvivare una relazione, instaura nuovi metodi comunicativi, nuove routine del piacere. Tenere allenata la passera, detto schietto, è un modo per mantenere attiva e sana la propria sessualità e quella della coppia. Questo ha un effetto positivo non solo nella stretta relazione tra due persone, ma anche nell’immediato all’interno della famiglia perché vedere due genitori che si amano, che ancora comunicano il loro affetto e il loro piacere attraverso piccoli gesti carichi di amore abituano e preparano anche le nuove generazioni a segnali positivi, li abituano a una comunicazione emotiva più consapevole.
Un lavorone insomma.
E passa anche da un martello pneumatico viola.
Volete sapere se funziona? Ci potete anche schiacciare i pinoli per farci il pesto.
Stronic G è un ottimo gioco che lavora bene in abbinata alla stimolazione clitoridea perché arriva precisamente al punto G.
Occhio quando l’accendete perché parte con così tanto slancio che rischia di scapparvi dalle mani. Garantito.

Voi? Prenderete in considerazione le ostetriche come possibili referenti oltre al parto? Sapere che un sex toy ha anche il loro plauso ve lo fa apprezzare di più? Avete voglia di confrontarvi con loro per avere consigli?