Per carità, attaccar bottone è pure una bella cosa. Però dipende dal dove, dal quando e soprattutto dal “se mi va di chiacchierare con te”. In vita mia mi sono sentita urlare dietro di tutto, e non perché io sia un gran che.

In questi anni sono passata dal trovare divertenti e addirittura lusinghieri alcuni commenti, al non tollerarli più.

Mi sono resa conto che ero vista e guardata come un pezzo di carne con le tette. Una vagina a passo spedito. Cosce in movimento. Mi sono domandata cosa volesse, alla fine, quella gente da me. Se non faccio ciò che si aspettano- ovvero sorridere e in qualche modo “starci”,  se non rispondo, o peggio, dico di lasciarmi in pace, divento immediatamente la peggio stronza sulla faccia della terra. Una da insultare.
Se fossi accompagnata da un energumeno quei complimenti mi arriverebbero lo stesso?
Se fossi un uomo, mi saluterebbero comunque?
Questi uomini si domandano se a me fa piacere ricevere certe attenzioni?
A loro è mai venuto in mente che sto facendo altro, che se cammino per strada è perché mi sto facendo gli affari miei e che no, non amo essere disturbata?

Su Elle il mio pezzo a riguardo. (la foto è presa dal sito di Hollaback, di cui parlo nel post).