Di solito va cosi: esci, incontro gente nuova, trovi anche qualcuno di interessante, poi arriva la più fatidica delle domande: tu cosa fai? E a questo punto parte l’approccio largo tipo “mi occupo di erotismo”, ma ultimamente ho scelto una nuova opzione: “vuoi sapere la cosa per la quale ti ricorderai di me tutta la vita, quella in cui ho talento o quella con cui mi pago le bollette?”

Tanto le risposte mi tocca darle tutte e tre in ordine vario… si ricordano di me perché spiego che testo sextoys, ho talento per la scrittura erotica e pago le bollette facendo la copy freelance. Facile facile. Ma ovviamente si generano una serie di domande. Le peggiori in genere sono:

Ma cioè… come funziona? – hai presente il meraviglioso mondo del marketing? Clio è diventata brava spalmandosi rossetti, la Ferragni cambiando outfit, io non arriverò così in alto ma pure io mi infilo cose e dico come ci si trova ad usarle. Paro paro.

Non ne hai qualcuno da farmi vedere? – A meno che tra noi non sia previsto un incontro sessuale no, gli attrezzi del mestiere li tengo ordinati in un armadio a casa. I più utili nel comodino.

Ma te li regalano? – si, o li compro, dipende. Hai presente quando fai recensioni? Ecco, di solito le marche ti mandano cose per avere articoli e opinioni.

Ma li usi tutti? – contemporaneamente no. Almeno, non tutti. Ho i miei 4 preferiti che tengo a portata di mano (diciamo così ) nel comodino. E si, alcuni di quelli capita che li usi insieme. Tutti tutti no: ne ho più di 40: sarebbe fisicamente impossibile.

E tuo marito cosa dice? – e tu cosa diresti ad avere a disposizione più di 40 sextoy per farne quello che vuoi? Il più delle volte non dice niente: si limita a metterli in carica.

Ma ti ci masturbi? – no, faccio come faceva Umberto eco coi libri: li tengo per impressionare i visitatori.

Li devi ridare? – esiste la medesima regola degli spazzolini da denti: ciascuno usa i sui e non si restituisce. Voi ridate le mutande dopo averle usate? Ecco.

Chissà quanto sei maiala. – può essere, ma lo sono a livello professionale, e sono così brava che mi pagano pure, guarda un po’.

Me ne consigli qualcuno? – è come entrare da un panettiere e chiedere “mi dai qualcosa?” Serve qualche dettaglio in più. Non è che vi guardo in faccia e capisco cosa volete.

Ma ti sembra una cosa normale? Certo che lo è! Mica vado a rubare! Non ho nulla di cui vergognarmi. Il piacere è un diritto. Non ho nulla da nascondere. E si, è parecchio più normale che fare domande idiote a una sconosciuta!

Avete domande imbecilli da farmi? Tenetevele.