barbie

Barbie vive in un mondo infelice e a me fa solo pena. Pensateci un secondo: per anni e anni ce l’hanno venduta come la favola ideale, quella aspirazionale: in realtà la vita di Barbie è un inferno e non ci vorrei vivere un solo secondo.

Barbie non ha la passera. Ottimo motivo per non voler essere come lei: che te ne fai della casa al mare, dei soldi, del cane se poi non hai la passera da sfrucugnarti da sola o in compagnia? Cosa te li compri i vestiti fantastici se poi finisce sempre ad aranciata e chiacchiere? Nessuno con cui usarla, nessuno da cui farsela leccare, neanche un’amica fidata, o, appunto, il suddetto cane. Niente di niente. A me toglimi la fessura sulla parte più bella del mondo e ti sfido che poi devi fare tutto rosa: è l’unico modo per dare colore alla tua vita.

Barbie ha un fidanzato senza pisello. Che a un certo punto della vita potrebbe anche sembrare la soluzione ideale. Ma torno a bomba sul fatto di non avere la passera. E allora rientriamo nel dramma e vai di aranciata.

Il mondo è rosa. Mai nessun’altra sfumatura. Mai il rosso passione, quel colore travolgente e fantastico. Mai una giornata nera. Mai un giallo squillante o un verde rilassante. No. Rosa. Barbie morirà in una bara rosa e verrà tumulata sotto un cumulo di sabbia cinetica o di confetti dolci, rigorosamente fucsia. Bleah!

Ha le braccia rigide. Prova tu a fare il dito a qualcuno che ti supera a destra in autostrada. A fare il gesto dell’ombrello a chi ti sta sulle palle. Prova tu a sfanculare il mondo quando sei sempre lì, con ‘ste due braccia che vanno bene al massimo a reggere un paio di martini. Ecco cos’è che in realtà Barbie: è alcolizzata, o ha tutti i presupposti per esserlo.

Non ha la cellulite. Miss tonica al punto giusto, non ha nulla di cui lamentarsi. Si alza, si guarda allo specchio e si vede figa. Punto. Senza neanche la gioia di alzarsi e dire un giorno “ho messo su un chiletto, mi metto a dieta”. Io guai se non avessi la mia cellulite. Barbie ci è nata figa. Il dramma suo, porella, è che non fa nessuno sforzo per restarci. Noi almeno abbiamo degli obiettivi: Obiettivo meno chili, e vai di corse, di ore in palestra. Obiettivo rientrare nel vestito che mi piace: e vai di dieta, di attenzione a quello che mangi. Barbie no. Barbie non ha nemmeno il gusto di invecchiare. Lei no. Lei è una di quelle col metabolismo a posto. Lei non la conoscerà mai la gioia di dire “ho perso 4 chili”, e tesoro mio, non c’è nessuna Porsche Boxster rosa che valga quanto quella fatica, fidati.

Sorride sempre. Ma come fai a essere credibile quando mandi a cagare qualcuno se hai quella faccia lì? Onestamente? Ma provate voi a dire “Muori, bastardo” sorridendo felice. Ti crolla un mondo, Ti vanifica la bestemmia. Ti osteggia l’ingiuria. Sorridere va bene, ma ci sono momenti in cui il grugno incazzato è fondamentale.

Barbie non fa una cippa dalla mattina alla sera. Si, ok, bello bello, ma se dura quei dieci minuti. Poi al secondo giorno ti stressi. E ti alcolizzi. Ecco spiegate le “braccia a Martini”.

Barbie fa lavori stereotipati: la cassiera, la veterinaria, l’insegnante, la segretaria. Sul sito si vede “il pompiere”. Ma rosa. Si vede che spegne fuochi di zucchero filato. Mai che facesse, che ne so, l’attivista per i diritti femminili, o la pugile. La minatrice. L’Ad di una start up, toh! Ora hanno fatto un’educatissima versione da Presidente, ma con una segretaria donna. Facciamogliele sudare ‘ste migliaia di ville al mare! Perché si, sotto sotto quello che ti viene da pensare è che in realtà Barbie non fa un beato cazzo e c’è qualche maschio che la mantiene, ma nessuno ha il coraggio di dirlo. E a me, femminista, fa male pensarlo, ma niente mi ha mai suggerito il contrario… Quando pensi alla casa di Barbie pensi sempre che la casa gliel’ha comprata Ken.

Barbie non è felice. Lo sappiamo tutte: quando sorridi così è perché non sei felice, stai facendo di tutto per farlo credere.

Barbie è sempre truccata nello stesso modo. Ok il contorno labbra, ok le sopracciglia tatuate in modo permanente, ma pure lo stesso ombretto 365 giorni all’anno è deleterio. Non si può fare.

Barbie non ha il ciclo. E se ce l’avesse sarebbe rosa, profumato di caramella e non le farebbe gonfiare la pancia. Per coppetta mestruale userebbe una coppa di champagne e i tamponi interni sarebbero mashmallows. No, grazie, mi tengo il mio mondo in technicolor, pure con un po’ di grigio di troppo, vah!