Poi il pensiero di te mi mette stesa.
Davanti alla tua finestra. E mi spoglia.
Lo so come funziona: che cominci a disegnare con la saliva tutto quello che pensi di me.
Partendo da dietro.

Il ricordo più nitido che ho non sono i tuoi occhi, o la tua faccia. O quello che dici.
Il ricordo più nitido è dettato dal tuo corpo. Da quello che mi hai fatto sentire.

Per essere precisa nella memoria, per non tradire i tuoi dettagli, ogni giorno mi masturbo con una certa dovizia di particolari.
Nessuno ti ricorda bene come me.
Neanche le preghiere potrebbero tanto.

Ti tengo meglio che su un altare.
Ci pensi, a quanto di te hai lasciato qui dentro senza figliare?

Sono la tomba perfetta dell’amore.