Domani scattano i fatidici 40 giorni.
Siamo al giro di boa.
In ospedale ti dicono che dopo 40 giorni puoi cominciare ad avere rapporti sessuali.
Io so solo che mi ritrovo con una patata completamente ricucita, rifatta, con una cicatrice lunghissima che va da un buchetto all’altro.
Partorire è come fare il Vietnam, ma seduti su una mina.
L’effetto finale è lo stesso. Almeno per me.
I dubbi probabilmente sono quelli di tutte:
sentirò come prima? Avrò la stessa sensibilità? Mi farà male? E se qualcosa non funziona? Che cosa mi sarò persa?
Senza parlare della pancia: quella resta una strana cosa molliccia, non bassa come la pancetta delle persone fuori peso.
Resta una specie di sacca svuotata ma alta, con gli organi interni che devono ancora decidere dove piazzarsi.
La linea alba che prima divideva il pancione, adesso disegna flaccida le rughe della pelle in più.
Non c’è niente di sexy nel post parto.
Hai un corpo che non è più il tuo e per il 90% non ha utilità.
Solo le tette servono. Quelle pompano latte in abbondanza, a richiesta, con una precisione certosina e crumira.Non lo so quanto tempo mi ci vorrà a tornare qualcosa che somiglia a me.
Intanto non ho ancora rimesso i tacchi.
Però sto cominciando a capire un po’ di più la nana.

Non è che in 40 giorni si svolti.
Però va comunque meglio di prima.